Radersi è un problema? L’epilazione laser può risolverlo

La Pseudofollicolite della barba (PFB) è una malattia infiammatoria cronica molto comune che si verifica più spesso nelle aeree del corpo che presentano numerosi peli e che sono soggette a frequente rasatura o a qualunque metodica traumatica di rimozione del pelo con pinzetta, cera a strappo o tramite elettrolisi.

I maschi sono ovviamente più spesso colpiti nelle regioni facciali, in particolare sul collo e nella zona sottomentoniera, dove la rasatura è spesso eseguita contro l’orientamento del pelo.

Le donne tendono ad esserene colpite nelle aree che vengono solitamente depilate ovvero ascelle, pube e gambe; le donne affette da irsutismo potrebbero presentare lesioni anche sul viso.

L’incidenza di PFB varia molto a seconda dell’etnia, è  più comune nei soggetti afro-americani ma altrettanto presente nei soggetti caucasici, specialmente se di carnagione scura, con un’incidenza di patologia di 1 su 5.

Tale condizione è inoltre frequente in coloro che per ragioni lavorative sono costretti a radersi quasi quotidianamente (personale delle forze armate).

I fattori predisponenti allo sviluppo della PFB sono di tipo morfologico e genetico.

Gli studi scientifici di Winter e dei suoi collaboratori rivelano che i soggetti che possiedono capelli ricci hanno una probabilità di sviluppare la pseudofollicolite con un fattore di rischio di 50 o più e coloro che sono portatori di un particolare polimorfismo A12T a carico del gene che codifica  la cheratina K6hf, presentano un’ incidenza di PFB sei volte maggiore rispetto al resto della popolazione.

L’azione meccanica della rasatura e degli altri metodi di depilazione prima menzionati determina un traumatismo della cute che ne altera l’equilibrio batterico-lipidico con una conseguente deformazione del fusto del pelo.

Due sono i meccanismi che sembrano quindi essere coinvolti nella patogenesi della PFB: la penetrazione extrafollicolare che si verifica quando il fusto del pelo rientra all’interno della pelle oppure la penetrazione transfollicolare quando il pelo rasato, con la sua punta acuminata, perfora la parete del follicolo pilifero provocando, pertanto, una reazione infiammatoria.

In una persona con capelli ricci, la curvatura fisiologica del fusto del pelo aumenta la probabilità che lo stesso rientri all’interno della cute e, ugualmente, l’alterazione del citoscheletro della cheratina, determinato dal polimorfismo A12T, facilita la crescita di un pelo incarnito.

Tale patologia è clinicamente caratterizzata dalla presenza di più papule eritematose, dolorose e pruriginose e, meno comunemente, di pustole, noduli o ascessi; possono anche comparire aree di iperpigmentazione, cicatrici ipertrofiche e cheloidi.

Se radersi rappresenta quindi un problema, basta far crescere la barba per risolverlo?

Ebbene sembra che numerosi studiosi ritengano che la migliore terapia per la PFB consista proprio nell’evitare l’uso frequente del rasoio.

Coloro che non possono o non vogliono portare una barba folta, a che possibilità terapeutiche devono quindi ricorrere?

Questi soggetti dovrebbero prima di tutto seguire una serie di indicazioni sulle modalità di rasatura e sul trattamento della cute nella pre e nella post depilazione: non utilizzare il rasoio elettrico che spesso impone di andare contro pelo, né il rasoio con più lame; lavare il viso con un sapone antibatterico, utilizzare una spuma da barba molto emolliente, non stirare la cute durante la rasatura, non applicare mai dopobarba profumati ed alcolici; non indossare camicie con il collo troppo stretto o maglioni di lana a collo alto.

Esistono rimedi farmacologici per il controllo della PFB, simili a quelli utilizzati per l’acne, ovvero steroidi topici, antibiotici orali e topici, antinfiammatori e agenti esfolianti che, seppur utili, sembrano determinare degli effetti positivi solo di breve durata.

L’unico trattamento definitivo per la PFB è la rimozione permanente del pelo. Sino ad oggi sono stati utilizzati diversi sistemi di epilazione laser: a diodo (800-810 nm), a Alessandrite (755 nm), laser Nd: YAG (1064 nm) e luce pulsata (IPL).

I possibili effetti collaterali derivanti dall’utilizzo di tali trattamenti terapeutici quali alterazioni della pigmentazione, soprattutto in soggetti di carnagione più scura, sono dovuti all’azione diretta sulla melanina (cromoforo bersaglio); si possono sviluppare inoltre aree di eritema, vesciche e croste.

I dispositivi di ultima generazione, però, si basano sul principio della fototermolisi selettiva ovvero sono in grado di concentrare l’energia termica solo a livello del follicolo pilifero, risparmiando la melanina epidermica ed il derma perifollicolare, riducendo gli effetti avversi.

La combinazione tra un’energia laser che arriva dritta alla radice del pelo e uno speciale manipolo raffreddato che protegge la superficie cutanea prima, durante e dopo ogni impulso, rende i sistemi di epilazione laser efficaci e sicuri.

La termolisi selettiva è resa possibile grazie alla modulazione della durata dell’impulso energetico: a lunghezze d’onda vicino a 700 o 800 nm, l’assorbimento dell’energia da parte della melanina è di circa tre-cinque volte maggiore di quello che si ottiene con l’utilizzo di laser a lunghezza d’onda di 1.064 nm. Per ottenere il riscaldamento localizzato, sono pertanto utilizzati degli impulsi con durata inferiori al tempo di rilassamento termico (t) dei follicoli piliferi (tra 10 e 100 ms).

Per lunghezze d’onda più corte, il danno epidermico può essere minimizzato selezionando una durata degli impulsi più lunga del tempo di rilassamento termico dell’epidermide, ovvero tra 3 e 10 ms.

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Cairo ha messo a confronto il sistema GentleLase Alessandrite ed il sistema a luce pulsata Chromolite e ha valutato l’efficacia degli stessi nel trattamento della PFB.

Quindici pazienti hanno completato lo studio: età media di 28,8 anni (media 18-43), fototipo da II a IV, capelli ricci spessi di colore compreso tra il marrone ed il nero.

Ogni paziente riferiva una storia di PFB da almeno un anno trattata con terapia farmacologica (antibiotici topici, antibiotici per via orale e iniezioni di corticosteroidi intra lesionali) senza benefici a lungo termine.

I soggetti sono stati sottoposti a sedute con laser Alessandrite da un lato del viso e luce pulsata sull’altra metà e la risposta al trattamento è stata valutata 12 mesi dopo l’inizio della sperimentazione ed 1 anno dopo la fine della stessa per comprendere la frequenza di recidive.

I pazienti sono stati istruiti a non radersi per 2 settimane prima del trattamento, per consentire una riduzione della componente infiammatoria, e a depilarsi con rasoio la mattina della prima seduta; a distanza di una settimana hanno ripreso la regolare rasatura. Follow-up, visita e trattamenti successivi sono statii eseguiti con una cadenza di 4-6 settimane nel primo anno e di 4-8 settimane nel secondo anno.

Durante ogni visita, sono state scattate delle fotografie che unitamente all’esame obiettivo hanno consentito di valutare la presenza di lesioni papulose da pseudofollicolite della barba ed il numero di peli presenti nelle zone trattate, mettendo a confronto i due lati del viso.

Tutti i pazienti si sono ritenuti soddisfatti del trattamento dato il miglioramento del quadro clinico sin dalla prima seduta.

I risultati hanno mostrato come il lato trattato con laser Alessandrite abbia raggiunto un 80% di miglioramento dopo sette sessioni, mentre il lato trattato con IPL abbia mostrato un’evoluzione positiva del 50% delle lesioni dopo 10-12 sedute.

Nel corso dell’anno di follow-up, il lato trattato con Alessandrite ha mostrato recidive in zone molto limitate, che sono regredite con una seduta laser aggiuntiva ogni 6 mesi, mentre il lato trattato con IPL ha mostrato recidive in zone più ampie che hanno necessitato di un ulteriore trattamento con frequenza trimestrale.

Valutati i risultati di questo studio, sembrerebbe quindi che il sistema laser Alessandrite sia più efficace nel trattamento della PFB rispetto alla luce pulsata che, tuttavia, determina ugualmente degli ottimi risultati.

Diversi studi scientifici dimostrano come anche il laser Nd:YAG sia molto efficace per l’epilazione in genere e per il trattamento della PFB. Quest’ultimo, sembra però essere più adatto per i soggetti con carnagione scura ovvero fototipo V e VI.

L’autore Weaver ha studiato 20 soggetti con tali fototipi, 12 maschi e 8 femmine, trattandoli con laser terapia per 3 o 4 mesi, e ha osservato una riduzione nel numero di papule e/o pustole e del numero totale di peli del 50%. Tuttavia i pazienti hanno presentato alcuni effetti collaterali quali iperpigmentazione, eritema di lieve entità e prurito.

I sistemi laser in conclusione rappresentano un’ottima terapia per i casi di pseudofollicolite della barba più complicati. Ogni tecnologia analizzata presenta vantaggi e svantaggi e pertanto l’idea di fonderle insieme in un unico dispositivo rappresenta una scelta di successo.

Sul mercato è disponibile Gentle Max Pro, combinazione tra un laser Alessandrite a 755 nm ed un laser Nd:YAG a 1064 nm altrettanto potente. E’ un macchinario molto versatile capace con la sua doppia lunghezza d’onda e la sua gamma di spot (20-22-24 mm) di trattare la pseudofollicolite della barba in qualunque fototipo così come lesioni vascolari,  teleangectasie, lesioni pigmentate, efelidi, ecc.

Dottoressa Elisabetta Gallo

BIBLIOGRAFIA

  1. H. Irwin McLean. “Close Shave for a Keratin Disorder—K6hf Polymorphism Linked to Pseudofolliculitis Barbae”. Human Genetics Unit, Ninewells Hospital and Medical School, University of Dundee, Dundee, UK
  1. Winter, H., Langbein, L., Praetzel, S. et al.”A novel human type II cytokeratin, K6hf, specifically expressed in the companion layer of the hair follicle”. J Invest Dermatol. 1998; 111: 955–962
  1. Ladizinski B1Ramirez-Fort MKCohen YKRosendahl CElpern DJ. “Pseudofolliculitis barbae: a dermatoscopic correlate”. Dermatol Pract Concept.2013 Apr 30;3(2):53-4.
  1. “Pseudofolliculitis barbae”. Dermatologic Therapy.Volume 20,Issue 3, pages 133–136, May 2007
  1. Leheta TM.”Comparative evaluation of long pulse Alexandrite laser and intense pulsed light systems for pseudofolliculitis barbae treatment with one year of follow up”. Indian J Dermatol.2009;54(4):364-8
  1. Ariella N.B. Kauvar. “Treatment of Pseudofolliculitis with a pulsed infrared laser”. Arch Dermatol. 2000; 136(11):1343-1346.
  1. Weaver SM, Sagaral EC. “Treatment of pseudofolliculitis barbae using the long-pulse Nd: YAG laser on skin types V and VI”. Dermatol Surg 2003 Dec; 29(12):1187-91

 

 

 

About the author
Editore, coordinatore editoriale, social media qualcosa, portiere amatoriale di calcetto, appassionato di fumetti, amante dei lego, dei playmobil e della pizza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *