Le punturine “sciogli grasso” funzionano davvero?

Addio alla liposuzione: oggi, per eliminare il grasso in eccesso, vanno molto di moda anche in Italia le iniezioni “sciogli grasso” che promettono miracoli, anche se qualcuno presenta un po’ di scetticismo.

Secondo gli esperti, le iniezioni sono destinate a diventare il trattamento estetico numero 1 nel 2017. Promettono di eliminare la cellulite, il grasso di troppo, il doppio mento e anche le borse gonfie sotto gli occhi. Una tecnica innovativa e rivoluzionaria, che cancella con un colpo di spugna la pancia e il grasso in eccesso. Ma sarà tutto vero?

Ci sono però anche medici che si chiedono cosa c’è dentro quelle fiale, in cosa consiste quel liquido che viene iniettato? Di base, le fiale contengono una sostanza che si chiama fosfatidilcolina, usata finora per curare le alterazioni del colesterolo nel sangue; solo di recente si è scoperto il suo ruolo in campo medico-estetico. Questa sostanza, iniettata nelle aree di accumulo adiposo con aghi estremamente sottili, determina una riduzione di volume del tessuto grasso, provocando lo svuotamento degli adipociti.

Dovrebbero bastare tre o quattro sedute di un quarto d’ora l’una a distanza di 15 giorni per un buon risultato, anche definitivo. L’unico effetto collaterale è un po’ di arrossamento locale, di bruciore e al massimo qualche livido. Queste punture sono nate in Brasile, hanno avuto un vero e proprio boom negli Stati Uniti, in Italia per ora sono state approvate solo quelle che agiscono sul doppio mento. La prudenza però non è mai troppa, ed è meglio aspettare le conferme ufficiali degli esperti sulla loro sicurezza ed efficacia. Nel frattempo, per il rimodellamento del corpo e lo scioglimento del grasso ci si può rivolgere a sistemi già certificati, come quello proposto da Ultrashape.

Questo trattamento agisce tramite l’emissione di onde acustiche di energia ultrasonica focalizzata (frequenza 200 ± 30 KHz) che convergono in un volume focale definito sotto la cute, in modo tale da colpire solo le cellule adipose sottocutanee a profondità controllata. Si tratta di ultrasuoni pulsati, che consentono di controllare il rischio di innalzamento della temperatura.

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