Ecco CO2RE: una nuova arma al servizio del trattamento delle cicatrici

Nei processi patologici di grave entità, la guarigione non può avvenire per rigenerazione completa del tessuto allo stato precedente alla lesione, ma attraverso un processo di riparazione caratterizzato dalla deposizione di collagene e di altre componenti della matrice, che si conclude con la formazione di una cicatrice: una risposta fibroproliferativa che “rattoppa” il tessuto anziché ricostruirlo.

Le ferite cutanee superficiali guariscono con la completa rigenerazione della struttura del tessuto epiteliale, mentre le ferite gravi e profonde, che interessano il derma e/o l’ipoderma, in cui la struttura della matrice extracellulare (ECM) è danneggiata, guariscono per cicatrizzazione.

La cicatrice appare di colore chiaro, liscia, glabra, senza sbocchi follicolari, in alcuni casi pigmentata o acromica. Può essere rilevata e ipertrofica e, se mostra anche tendenza ad accrescersi e recidivare a seguito di asportazione, si parla di cheloide.

L’insulto iniziale alla cute induce l’adesione e l’aggregazione delle piastrine che formano un trombo sulla superficie della ferita, contribuendo al processo di emostasi e stimolando la flogosi. Nelle prime 24-72 ore del processo riparativo, i fibroblasti e le cellule endoteliali iniziano a proliferare formando un tessuto specializzato detto tessuto di granulazione. Successivamente avviene la proliferazione e migrazione delle cellule connettivali, dei fibroblasti e dei cheratinociti nella sede di lesione, deposizione di ECM con successiva riepitelizzazione superficiale della ferita. Nella seconda settimana dall’insulto, l’infiltrato infiammatorio, l’edema e i neovasi si riducono notevolmente. Durante il processo di rimodellamento tissutale, il tessuto di granulazione diventa una cicatrice chiara a causa dell’accumulo di collagene e della regressione dei neovasi. Dopo un mese la cicatrice è formata da tessuto connettivo senza infiltrato infiammatorio, rivestito da epidermide intatta. Nelle ferite cutanee estese può esserci anche il processo di contrazione della ferita, che favorisce la rimarginazione riducendo l’area complessiva della lesione e lo spazio tra i margini dermici. Gli annessi cutanei (barba, peli, capelli, ecc.) distrutti non vengono più ripristinati.

A volte l’eccessiva produzione di componenti della matrice connettivale dà origine a importanti alterazioni permanenti della cute. Le cicatrici ipertrofiche sono cicatrici rilevate dovute ad un accumulo di collagene in eccesso,  si formano solitamente in seguito ad ustioni o traumi che abbiano interessato gli strati profondi del derma; il cheloide è invece costituito da tessuto cicatriziale che supera i limiti della ferita, senza regredire, ed è dovuto a predisposizione individuale, più frequente soprattutto negli afroamericani.

Appare chiaro come le cicatrici, per il loro carattere permanente, soprattutto se localizzate a livello di parti esposte come il viso, possano avere un pesante impatto psicologico sul paziente, limitandone in alcuni casi persino le relazioni sociali e la vita di comunità.

Le procedure ed i trattamenti che ovviano alla presenza di lesioni cicatriziali stabilizzate, soprattutto cheloidee, sono molteplici e includono la corticoterapia intralesionale, l’elastocompressione, la crioterapia, la magnetoterapia. La chirurgia risulta essere sempre l’ultima scelta (spesso accompagnata da terapie integrative quali la radioterapia o la corticoterapia intralesionale), in quanto lo stesso traumatismo chirurgico, per quanto delicato e preciso, può determinare un peggioramento delle lesioni oggetto di trattamento.

La nuova tecnologia laser CO2RE® sviluppata da Syneron Candela®, rappresenta un’innovazione nel campo del trattamento delle cicatrici, proponendo un’interessante alternativa ai tradizionali trattamenti invasivi. CO2RE® è stato progettato per l’esecuzione di procedure dermatologiche che richiedono l’escissione, l’incisione, l’ablazione, la coagulazione e il resurfacing dei tessuti molli nel campo della dermatologia e della chirurgia plastica.

CO2RE® è un sistema ablativo frazionale che utilizza un laser a CO2, del tutto analogo ai tradizionali trattamenti ablativi frazionali a CO2, che consente di raggiungere e trattare efficacemente gli strati superficiali, intermedi e profondi della pelle, con precisione di controllo dell’intensità, del pattern e della profondità di ablazione, utilizzando un’energia concentrata in un piccolo punto focale che subirà il processo di vaporizzazione del tessuto.

Rispetto ai precedenti laser, che sfruttano il medio infrarosso, ha la capacità di penetrare più a fondo con risultati clinici migliori. La tecnologia laser a CO2 ad alta energia è in grado di rimuovere il tessuto con estrema precisione e controllo attraverso la creazione di aree microscopiche di ablazione termica profonda, circondate da tessuto sano, che vengono successivamente colonizzate da fibroblasti e da cheratinociti di origine epidermica; il sistema consente inoltre la regolazione e il controllo della profondità e del livello di temperatura che si genera nel tessuto attorno alle zone focali che subiscono il processo di vaporizzazione.

Nel campo della sicurezza, questo tipo di trattamento è molto ben tollerato e gli effetti collaterali sperimentati sono limitati ad eritema/edema, schiarimento/lieve sanguinamento e formazione di piccole croste, ma senza cicatrici o ipopigmentazione ad insorgenza tardiva, anche con l’utilizzo delle energie più elevate.

Dopo trattamento con il sistema CO2RE®, si osserva una completa riepitelizzazione dopo 4-6 giorni il periodo medio di guarigione è di circa 5 giorni; a differenza dei tradizionali laser a CO2 che richiedono un periodo di guarigione che varia dalle 2 alle 3 settimane.

Il sistema CO2RE® è estremamente versatile e ha dimostrato risultati efficaci nello skin resurfacing, nella riduzione di rughe e cicatrici (comprese le cicatrici da acne), nell’ablazione tradizionale e nelle escissioni dermiche di minore entità. Offre un totale di sei diverse modalità di trattamento, tra cui quattro modalità di ablazione frazionale e forme di pattern, una di resurfacing tradizionale, e infine una modalità di escissione a forma prefissata o a mano libera per le escissioni dermiche di minore entità.

Dott. Andrea Tamburrano
Medico Chirurgo

 

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