In America si sta diffondendo un nuovo tipo di trattamento per il ringiovanimento, cutaneo e non solo: si tratta di effettuare una trasfusione di sangue, da persone giovani, in persone più anziane. Bufala o realtà? Come interpretare il boom di questo tipo di metodologie?

Gli studi sull’utilizzo del sangue altrui per sconfiggere l’invecchiamento sono iniziati sui topi e, dopo alcuni risultati positivi, la start up fondata da Jesse Karmazin ha deciso di testare l’esperimento sull’uomo e, pare, gli effetti sono stati sorprendenti. La tecnica consiste nel prelevare sangue da donatori con età compresa tra i 16 e 25 anni e immetterlo in soggetti più anziani, oltre i 35 anni. Per la trasfusione di due litri di plasma occorrono circa un paio d’ore, per un costo di 8mila dollari a sessione!

L’ideatore della tecnica afferma che i risultati sui pazienti, quasi tutti manager della Silicon Valley, sono sorprendenti. Addirittura, i capelli di uno di loro sono tornati dal bianco al nero. È però da verificare l’attendibilità scientifica degli esperimenti: secondo molti medici, infatti, si tratterebbe solo di un effetto placebo. Di sicuro, possiamo dire soltanto che la tendenza esiste e che sta accelerando pericolosamente. In Italia, invece, questo tipo di trattamento non è ancora arrivato, ma esistono tante altre alternative certificate e più sicure per il ringiovanimento del viso e della pelle in generale.

Profound, per esempio, è stato ideato per stimolare la produzione di nuova elastina, collagene e acido ialuronico, gli elementi fondamentali della pelle che contribuiscono a renderla liscia ed elastica. Profound migliora drasticamente l’aspetto della pelle facendola apparire più giovane, senza dover ricorrere a tossine, chirurgia o filler.