Ci può essere una correlazione tra tatuaggi e psoriasi? Le ultime ricerche dicono di sì: in breve, pare che l’introduzione di pigmenti nella cute potrebbe causare una reazione infiammatoria locale che può portare alla psoriasi, in persone predisposte.

Il tatuaggio potrebbe essere colpevole di quella che si chiama psoriasi “da pigmento”. L’azione aggressiva dell’inchiostro messo sotto la cute potrebbe infatti indurre la prima comparsa di malattia, o anche aggravare la situazione in caso di soggetti già colpiti da psoriasi. E’ meglio evitare i tatuaggi, perciò, consigliano gli esperti e i dermatologi dell’Università Federico II di Napoli in occasione della seconda edizione della Scuola della Psoriasi.

Un consiglio da tenere bene a mente, soprattutto se la pelle già soffre di arrossamenti, desquamazioni, irritazioni cutanee. Ma se invece il tatuaggio lo si vuole proprio fare, è meglio scegliere micro-disegni da incidere in aree poco visibili. Introdurre pigmenti nella cute, spiegano gli esperti, rovina l’equilibrio della pelle, inducendo una possibile reazione infiammatoria locale che potrebbe portare a una reazione a catena: l’infiammazione cutanea, l’attivazione del sistema immunitario come risposta di difesa e la possibile accensione della malattia.

Per chi invece ha già dei tatuaggi e vuole rimuoverli, una tendenza sempre in aumento anche nel nostro paese, esistono oggi dei metodi sicuri e del tutto innovativi per farlo, tramite il laser. PicoWay, in particolare, utilizza un sistema laser a stato solido a picosecondi, ideato per il trattamento su tutti i tipi di pelle, che rilascia impulsi ultra-brevi (di durata inferiore a un trilionesimo di secondo) e ad elevata potenza di picco. I risultati a distanza di qualche mese sono straordinari: impossibile riconoscere che lì c’era un tatuaggio!