Bisogna fare molta attenzione ai trattamenti di chirurgia estetica low-cost, anche se si tratta “solo di una punturina”. I filler per il viso, infatti, possono essere molto pericolosi, se non ci si rivolge a esperti del settore. Ecco alcune regole per non sbagliare.

Per prima cosa, è bene non effettuare iniezioni di filler al silicone in strutture sanitarie non specializzate: si può incorrere in gravi rischi, come la trombosi di arterie del viso o persino la cecità. Gli ultimi dati rivelano che sono in aumento gli italiani che ricorrono alla medicina estetica per ringiovanire. L’Italia il settimo paese al mondo per numero di interventi estetici. Il rischio di affidarsi a personale poco specializzato, dunque, è molto alto, data la grande richiesta del nostro paese di interventi estetici.

Gli esperti consigliano di rivolgersi sempre a medici specializzati: il filler deve essere effettuato ovviamente da un laureato in medicina, meglio se specializzato in dermatologia, in chirurgia plastica o in medicina estetica. Il luogo dove si effettua il filler deve essere un ambulatorio medico, idoneo a trattamenti iniettivi; inoltre, la qualità delle sostanze utilizzate per il filler o la tossina botulinica deve essere elevata. Ecco perché i trattamenti low-cost sono da evitare: evidentemente, anche la qualità risente del prezzo finale.

Gli aghi e le cannule non sono tutti uguali: la scelta del medico deve essere fatta in base alla zona da trattare, allo spessore della pelle, alla viscosità e all’elasticità del prodotto da iniettare. Infine, meglio evitare i filler a base di silicone. Filler a parte, sono sempre più diffusi anche in Italia i trattamenti poco invasivi come quelli a radiofrequenza bipolare. Questa tecnologia mini-invasiva riesce a stimolare la produzione di collagene nella pelle, e dunque in modo naturale riesce a riportare indietro le lancette dell’orologio.