Le ectasie vascolari sono inestetismi di comune riscontro, caratterizzate da una dilatazione locale di vasi preesistenti. Di queste fanno parte le teleangectasie, costituite da un’esuberanza, congenita o acquisita, di vasi preesistenti (in genere sulla cute o sulle mucose) che formano un aggregato di capillari, venule e arteriole, con la conseguente formazione di lesioni rossastre.

Dal punto di vista clinico appaiono come vasi eritematosi di piccole dimensioni con forma lineare, stellata o puntiforme, e sono localizzati sulla cute e sulle mucose. Possono essere causati da processi di fotodanneggiamento, dalla rosacea, dall’uso di corticosteroidi topici e dall’iperestrogenemia.

La teleangectasia spider nevus è una lesione vascolare non neoplastica con forma simile ad un ragno che, se soggetta a pressione centrale, impallidisce; è costituita da una rete di arterie e arteriole sottocutanee, dilatate e spesso pulsanti, disposte a raggiera intorno ad un asse centrale. Questo tipo di teleangectasia si osserva solitamente sul viso, sul collo o sul torace, nella maggioranza dei casi, è causata da stati che determinano un aumento del livello degli estrogeni come la gravidanza e la cirrosi epatica, ma di cui non si conosce con esattezza il vero meccanismo patogenetico.

La teleangectasia emorragica ereditaria (malattia di Osler-Weber-Rendu) è una patologia autosomica dominante caratterizzata dalla presenza di vene e capillari dilatati, tortuosi, con parete sottile, facilmente sanguinanti. Le lesioni sono presenti sin dalla nascita e sono distribuite ampiamente sulla cute e sulle mucose; a volte vanno incontro a rottura causando un sanguinamento che può verificarsi ovunque, ma in particolare a livello della mucosa nasale (epistassi), della lingua, della bocca, degli occhi e dei tratti respiratorio, urinario e gastrointestinale.

Anche la rosacea, in particolare nello stadio II, ha come caratteristica peculiare la presenza di un eritema permanente al volto e di teleangectasie sulle guance e sul naso, a causa di fenomeni vasomotori che inducono una dilatazione persistente dei vasi del plesso sottopapillare; ad esse può associarsi, in alcuni casi, la presenza di un lieve edema diffuso delle zone interessate.

Un altro problema estetico di comune riscontro, che colpisce oltre l’80% della popolazione, e che diventa sempre più evidente con l’avanzare dell’età, sono le teleangectasie e le vene reticolari alle gambe. L’evidenza clinica e sperimentale suggerisce che la causa sia l’incontinenza delle valvole presenti lungo le vene degli arti inferiori che, determina un aumento della pressione venosa, unita ad una debolezza intrinseca della parete del sistema venoso superficiale, porta allo sviluppo delle vene varicose, delle vene reticolari e anche delle teleangectasie. In realtà entrano in gioco anche altri fattori come la predisposizione genetica, fattori ormonali, la gravidanza ed i traumi.

Il trattamento di queste malformazioni acquisite viene effettuato con laser-terapia, luce pulsata ed elettrocoagulazione, ottenendo dei buoni risultati. Le teleangectasie degli arti inferiori sono di regola più difficili da trattare rispetto alle teleangectasie del viso; in questo caso opzioni terapeutiche comprendono la scleroterapia, le procedure chirurgiche e il trattamento con laser endovascolari.

I primi trattamenti hanno utilizzato una varietà di lunghezze d’onda e esposizioni radianti che, mancando di adeguata selettività vascolare e confinamento termico, portavano a risultati inaccettabili con iperpigmentazione e in molti casi con formazione di cicatrici.

Nel 1980, Anderson e Parrish introdussero la teoria della fototermolisi selettiva. Con questa tecnica, i vasi sanguigni vengono distrutti con estrema selettività, risparmiando il tessuto circostante, ed è basata su tre requisiti essenziali: una lunghezza d’onda che penetra abbastanza profondamente ed è preferenzialmente assorbita dall’emoglobina, una durata di esposizione (durata dell’impulso) minore o uguale al tempo di rilassamento termico della struttura target, e un’esposizione radiante sufficiente a provocare danni irreversibili alla parete venosa. Oggi, tutte le modalità laser utilizzate in campo vascolare si basano su questo principio.

Ancora oggi la scleroterapia ha un ruolo predominante nei trattamenti vascolari, ma ci sono alcuni casi specifici in cui la scleroterapia non è praticabile o è controindicata. Ad esempio in pazienti agofobici, che manifestano allergie a determinati agenti sclerosanti, nel caso di vasi che presentano un diametro inferiore ad un ago da 30 gauge, o nel caso di vene localizzate principalmente a livello della caviglia (dove la scleroterapia è controindicata).

In questi casi la terapia laser può essere una soluzione.

Un altro vantaggio della terapia laser è che non necessita di una terapia di compressione post-trattamento.

Molto recentemente sono state sviluppate le prime soluzioni che combinano due laser e sorgenti luminose diverse con l’obiettivo di massimizzare l’efficacia terapeutica di ogni singola componente.

LASER AD ALESSANDRITE  755 nm.

Il laser 755 nm utilizza un cristallo di alessandrite con un coefficiente di assorbimento relativamente alto per la desossiemoglobina. E’ il gold standard per la depilazione ed il trattamento delle anomalie vascolari superficiali e delle lesioni pigmentate (pelle danneggiata dal sole, macchie senili e lentiggini). Il suo vantaggio principale è la sua profondità di penetrazione che può arrivare fino a 2,5-3 mm. Queste caratteristiche rendono questo laser utile per il trattamento delle lesioni vascolari più profonde e resistenti, con un elevato tenore di emoglobina deossigenata. A causa dell’assorbimento relativamente basso della ossiemoglobina e l’assorbimento selettivo della deossiemoglobina, è improbabile che le arteriole possano essere bersaglio di questo laser. Specificamente indicato nel trattamento dei tipi di pelle Fitzpatrick I-V, con cautela ed energie ridotte può essere usato per il trattamento di tutti i tipi di pelle.

LASER ND:YAG 1064 nanometri.

Questo laser utilizza un cristallo Nd:YAG per produrre una lunghezza d’onda di 1.064 nm  con  un picco di assorbimento elevato per la ossiemoglobina. A questa lunghezza d’onda l’assorbimento da parte della melanina è inferiore a quello di qualsiasi altro tipo di laser utilizzato per le procedure vascolari. A 1.064 nm si ottiene una profondità di penetrazione che supera i 4 mm e questa caratteristica rende il Nd: YAG un’adeguata modalità di trattamento per le teleangectasie localizzate più in profondità. Il laser Nd:YAG è il laser più sicuro per la depilazione nei tipi di pelle più scura , delle teleangectasie sul volto e/o sulle gambe.

In particolare Syneron Candela® ha sviluppato la nuova tecnologia GentleMax Pro®, una piattaforma laser a doppia lunghezza d’onda che combina l’intera gamma di specifiche di due diverse lunghezze d’onda: il più rapido e potente sistema laser Alexandrite GentleLase Pro-U® a 755 nm e il sistema laser Nd:YAG GentleYAG Pro-U® a 1064 nm. Questo nuovo sistema è stato progettato con l’obiettivo specifico di garantire prestazioni elevate in termini di velocità, efficacia, facilità d’uso, risultati, sicurezza e soddisfazione del paziente. GentleMax Pro® è la piattaforma laser a doppia lunghezza d’onda più veloce disponibile sul mercato con una gamma di spot da 1.5 a 24 mm. di diametro.

Offre una gamma di trattamenti di straordinaria efficacia applicabili su tutti i tipi di pelle: lesioni pigmentate, pelle fotodanneggiata, macchie cutanee senili, efelidi, anomalie vascolari, teleangectasie su viso e gambe, lesioni vascolari, pseudofollicolite della barba (PFB) e, con l’utilizzo di Spot da 5 mm, anche l’onicomicosi

 

Dott. Andrea Tamburrano
Medico Chirurgo

 

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