Chi manifesta le cicatrici acne ha davanti a sé diverse vie che può percorrere per mimetizzarle, per migliorare l’aspetto della pelle e quindi per eliminarle in modo efficace. Di base, i trattamenti più impiegati sono quelli medico chirurgici, perché agiscono in profondità, sono veloci e garantiscono risultati ottimali in poco tempo. I rimedi chirurgici per le cicatrici acne sono principalmente due, quelli che impiegano il laser e quelli che invece lavorano effettuando un peeling molto intenso, che viene chiamato tecnicamente dermoabrasione. La domanda sorge quindi spontanea: nella cura delle cicatrici acne meglio il laser o il peeling?

La scelta fra le due metodologie dipende da molti fattori quali:

– la gravità delle cicatrici acne;

– la tipologia di cicatrici acne, ovvero se sono ipertrofiche o cheloidee ecc.;

– la disponibilità economica del paziente;

– la disponibilità di dedicare una certa quantità di tempo al recupero fisico.

Molto dipende anche dalla tipologia di intervento alla quale il paziente desidera sottoporsi. Molte persone scelgono infatti di operare con vie più dolci, mentre altre desiderano ottenere risultati veloci e pratici, con il minor tempo possibile anche se i tempi di recupero sono lunghi. La scelta personale deve in ogni caso fare i conti con i consigli del medico, perché solo gli esperti in materia possono capire quale è il trattamento più efficace da portare avanti nella cura delle cicatrici acne. Vediamo quindi quali sono le caratteristiche del laser e del peeling chimico:

Peeling chimico: si tratta di una esfoliazione che viene effettuata attraverso l’impiego di acidi speciali, quali ad esempio l’acido salicilico, l’acido glicolico e l’acido mandelico, che in questo caso vengono impiegati in percentuali molto maggiori rispetto a quelle contenute nei prodotti cosmetici di automedicazione. L’azione degli acidi è di esfoliare in profondità la pelle e quindi di livellare il derma, per eliminare gli avvallamenti e i segni lasciati dalle cicatrici da acne. Molti dermatologi considerano il peeling come una buona soluzione se le cicatrici sono leggere, quindi non si tratta del trattamento adatto per chi ha segni molto importanti e cicatrici di natura problematica.

Il laser: in questo caso il laser che può essere impiegato è di varie tipologie, nello specifico:

– laser erbium YAG: si tratta di un laser che opera sullo strato superficiale della pelle e che è indicato per stimolare le cellule e quindi attenuare le imperfezioni. È infatti compito del laser dare vita a dei piccoli traumi voluti, che spingono la pelle a produrre l’elastina e il collagene che andranno a riparare le porzioni di pelle lesa dalle cicatrici acne;

– laser frazionato non ablativo: si tratta del sistema più impiegato, ovvero di un laser che stimola lo strato più superficiale del derma, causando un’irritazione modesta;

– laser frazionato ablativo: in questo caso il laser vaporizza dall’interno l’epidermide con l’anidride carbonica, provocando una sorta di ferita che stimola la rigenerazione cellulare e migliora il tono della pelle. Si tratta di una procedura che chiede circa un mese di recupero;

– laser con punch excision: si tratta del metodo più invasivo, destinato ai problemi molto seri. In questo caso il chirurgo lavora in prima fase incidendo le cosiddette Ice Picks Scars, ovvero i segni stretti e profondi delle cicatrici acne, affinché possano essere portate allo stesso livello del resto dell’epidermide. Dopo un mese viene effettuata una terapia con colonnine di calore. Si tratta di un metodo molto invasivo, ma che non risolve il problema al 100% anche se è in grado di migliorarlo notevolmente, ma il preventivo di spesa minimo si rivela essere molto costoso, circa 3mila euro.

– laser a tecnologia elos: elos Plus, ad esempio, è adatto per il trattamento di rughe e rughette, iperpigmentazione, lentiggini solari, efelidi, melasma, teleangectasie, eritema diffuso, pori dilatati, texture irregolare, cellulite, riduzione delle circonferenze ed epilazione.

La scelta fra peeling e laser dipende quindi da molti fattori e soprattutto dalla gravità del problema. Ciò che conta è chiedere consiglio a un medico serio, perché possa aiutare i pazienti a prendere la scelta migliore e più benefica per la loro salute.